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Chrissie Hynde ha aspramente criticato i fan che riprendono i concerti con il telefono: «Sembrano scimmie che fanno i propri bisogni"

Traduzione automatica. Originale russo

Perché i musicisti si oppongono sempre più spesso agli smartphone durante i concerti

Se state per assistere a un concerto dei The Pretenders prossimamente, forse fareste meglio a lasciare il telefono in tasca e godervi semplicemente la musica. Almeno questo è ciò che vorrebbe la frontwoman del gruppo Chrissie Hynde.

In una lunga dichiarazione pubblicata sui social network, la cantante e chitarrista ha condiviso il suo malcontento per il fatto che molti spettatori ai concerti, invece di vivere il momento, filmano e fotografano costantemente l'evento con i loro smartphone.

Secondo Chrissie Hyndesulle esibizioni moderne aleggia una sorta di «foschia spiacevole», creata dagli spettatori che sono più concentrati sulla registrazione dell'evento che sull'evento musicale stesso.

«Ho una domanda: cosa succede alle persone e ai loro telefoni? Ma ciò che mi interessa ancora di più è un'altra cosa: perché le persone devono assolutamente filmare o scattare foto ai concerti e nei musei? Perché?» chiede la musicista.

Le richieste degli artisti sono spesso ignorate

L'artista osserva che anche quando gli artisti o gli organizzatori chiedono esplicitamente agli spettatori di non usare il telefono durante l'esibizione, molti visitatori ignorano semplicemente tali richieste.

«Si possono affiggere cartelli in tutta la sala chiedendo di non usare le fotocamere, ma le persone continuano a ignorarli. Sembra che molti sentano di avere il diritto di fare qualsiasi cosa, anche se l'artista chiede apertamente di non farlo».

Secondo Hyndeil problema non risiede solo nella presenza degli smartphone, ma anche nel senso di permissività che spesso accompagna il loro utilizzo.

 

L'esempio dei concerti di Bob Dylan

Come esempio, la cantante ha citato le esibizioni del leggendario Bob Dylannoto da tempo per la sua politica rigorosa nei confronti dei dispositivi mobili durante i concerti.

Ai suoi spettacoli, i telefoni vengono solitamente riposti in speciali custodie sigillate che gli spettatori non possono aprire fino alla fine dell'evento.

Tuttavia, anche tali misure non funzionano sempre perfettamente.

«Ai concerti di Bob Dylan i telefoni vengono sigillati in buste speciali prima dell'inizio dell'esibizione. Si penserebbe che se un artista di tale calibro avanza una semplice richiesta, il pubblico dovrebbe rispettarla. Ma no. La gente cerca comunque di far entrare fotocamere o telefoni. Sembra una strana ossessione che non riescono a controllare».

Un paragone insolito

Una particolare attenzione è stata attirata da un paragone emotivo utilizzato da Chrissie Hyndeper descrivere il suo atteggiamento nei confronti di ciò che accade.

«Mi ricorda delle scimmie che fanno i propri bisogni proprio davanti agli occhi delle persone in piedi vicino al loro recinto. E onestamente, in tal caso le persone si meritano un tale spettacolo, perché le scimmie non dovrebbero affatto vivere in gabbia. Ma un artista sul palco è tutt'altra cosa».

La musicista ha usato questo paragone per sottolineare quanto le sembri strano il comportamento delle persone che non riescono a rinunciare a filmare nemmeno durante un'esibizione dal vivo.


«È come una zanzara vicino all'orecchio»

Continuando a spiegare la sua posizione, Hynde ha notato che molti spettatori non capiscono quanto possa essere distraente la presenza costante di telecamere davanti al palco.

«Nessuno sembra capire perché agli artisti questo non piaccia. Se una zanzara che ronza vicino alla testa vi ha mai impedito di dormire, allora potete immaginare almeno approssimativamente cosa prova un musicista quando durante un'esibizione ha costantemente telefoni e telecamere puntati contro di lui».

Secondo lei, tali azioni distraggono l'artista e influenzano negativamente l'atmosfera del concerto, sia per i musicisti che per gli altri spettatori.


«Anche se apparisse Gesù Cristo…»

In conclusione del suo appello, Chrissie Hynde ha espresso un altro pensiero incisivo sulla società moderna e sulla dipendenza delle persone dagli smartphone.

«Se Gesù Cristo entrasse nella stanza ora, la prima cosa che farebbe la gente sarebbe tirare fuori il telefono. Qualcuno può spiegarmi perché succede questo?»

Questa frase è diventata una delle citazioni più discusse del suo appello e si è rapidamente diffusa nelle pubblicazioni musicali e sui social network.

Un caso reale a un concerto di Emmylou Harris

Per Hynde il problema è tutt'altro che astratto.

Ha raccontato della sua recente visita al concerto della leggendaria cantante americana Emmylou Harris alla Royal Albert Hall di Londra.

Secondo la musicista, prima dell'esibizione stava cenando con Emmylou Harrise poi è andata al concerto. Tuttavia, si è ritrovata accanto a uno spettatore che ha ripreso praticamente tutto lo spettacolo dall'inizio alla fine.

Quando uno dei presenti ha chiesto all'uomo di smettere di filmare, quello ha risposto:

«Fatti i fatti tuoi».

Questo episodio ha rafforzato la convinzione di Hyndeche il problema dell'uso dei telefoni ai concerti stia diventando sempre più serio.

Una disputa di lunga data nell'industria musicale

Le dichiarazioni di Chrissie Hynde hanno riaperto un argomento che da molti anni suscita controversie tra artisti e fan della musica dal vivo.

Alcuni musicisti sono piuttosto tranquilli riguardo alla ripresa dei concerti. Ad esempio, il famoso chitarrista Steve Vai ha dichiarato in precedenza che gli piace vedere gli spettatori registrare le sue esibizioni, definendo questa pratica positiva.

Tuttavia, esiste un punto di vista opposto.

Tra gli artisti che si oppongono all'uso degli smartphone durante i concerti, si possono citare:

  • Jack White;
  • il gruppo Tool;
  • Kate Bush;
  • il gruppo Ghost.

Molti di loro hanno introdotto restrizioni rigorose o divieti totali sull'uso di dispositivi mobili durante i concerti, giustificando ciò con il desiderio di preservare l'atmosfera dell'esibizione dal vivo e consentire agli spettatori di immergersi completamente nella musica.

La dichiarazione di Chrissie Hynde è diventata un ulteriore promemoria della discussione in corso tra artisti e pubblico. Da un lato, le tecnologie moderne consentono di conservare i ricordi di un concerto preferito. Dall'altro, molti musicisti ritengono che le riprese costanti distruggano la magia unica dell'esibizione dal vivo.

A giudicare dalle parole della frontwoman dei The Pretendersper lei il concerto rimane un momento che deve essere vissuto qui e ora, non attraverso lo schermo di uno smartphone. E sebbene non esista ancora un'opinione unanime su questo tema, la discussione sul ruolo dei dispositivi mobili ai concerti sembra destinata a durare ancora a lungo.