Steve Vai: 🎸 «Ogni volta che lo collego, è come Natale»
Traduzione automatica. Originale russo
Steve Vai parla del primo mini-amplificatore, che suona davvero «sopra il suo peso»
Molti lo chiameranno l'amplificatore da studio ideale. E Steve Vai è uno di loro. Inoltre, si è talmente affezionato a questo dispositivo che alla fine ha deciso di apporvi il suo nome.

Positive Grid Spark si è guadagnato da tempo un posto solido nella lista delle attrezzature per chitarra più significative del XXI secolo. La prima versione ha fatto scalpore e ha letteralmente conquistato il mercato degli amplificatori intelligenti. Poi sono arrivati Spark 2, Spark Mini, Spark LIVE e persino le cuffie Spark Neo Core: il concetto si è sviluppato in tutti i formati possibili. Ma, secondo Steve Vai, la vera magia è spesso nascosta nelle dimensioni compatte.
Dire che Spark Mini è diventato indispensabile per Vai significherebbe sottovalutare notevolmente il suo ruolo.
«Ne ho sempre uno nei bagagli, dice. Ne ho uno in camerino, un altro nel tour bus. Prima di ogni concerto mi scaldo proprio con lui, e a volte lo uso anche in studio, collegandolo direttamente alla DAW.»
Dopo lunghi anni di lavoro con soluzioni obsolete e instabili, Vai è rimasto sinceramente colpito da quanto suoni in modo affidabile e convincente questo minuscolo amplificatore. È proprio questo che lo ha ispirato a creare una versione signature – Spark Mini Vai. E a giudicare dalle sue parole, non si tratta solo di una collaborazione formale.
«Quasi ogni chitarrista a cui ho regalato questo amplificatore è entusiasta, condivide Vai. Mi scrivono continuamente dicendomi quanto gli piaccia… anche quelli da cui non mi aspettavo alcun riscontro.»
Non c'è dubbio che Spark Mini, in tutte le sue varianti, sia diventato un punto di svolta per i musicisti, che si tratti di tour, piccoli spazi o budget limitati. Ti permette di sentirti sicuro e potente, senza ingombranti casse e tonnellate di attrezzatura.
«Ti libera dal mal di testa legato ai menu infiniti e alle impostazioni digitali, spiega Vai. Ogni volta che collego il mio Spark Mini Vai, ho la sensazione di festeggiare. Sapevo che sarebbe stato utile. Ma non avrei mai immaginato quanto sarebbe diventato necessario.»
L'interesse di Vai per le soluzioni compatte è nato molto prima dell'arrivo dei mini-amplificatori.
«Ai tempi dei dittafoni a mini-cassette provavo tutto ciò che usciva. I primi piccoli amplificatori erano comunque troppo grandi e scomodi per i viaggi.»
Più tardi apparvero amplificatori minuscoli grandi quanto un pacchetto di sigarette, ma suonavano decisamente male. Poi, a metà degli anni '90 e 2000, arrivarono sul mercato processori tascabili e amplificatori per cuffie, quando l'elaborazione digitale divenne accessibile e compatta. Uno dei primi fu Korg Pandora PX1, apparso intorno al 1995.
Quando è cambiato tutto?
«Aziende come Korg, Line 6, Zoom, Tascam, Boss/Roland, Vox e Yamaha hanno iniziato a produrre processori per chitarra tascabili e ne ho provati molti. Molti avevano la possibilità di caricare basi musicali e suonarci sopra.»
Tuttavia, i problemi rimanevano: la necessità di usare le cuffie, la complessità dell'editing, la latenza del segnale e la sensazione di un suono "irreale" e sottile. Era sopportabile, ma non ideale.
«Quando ho provato per la prima volta lo Spark Mini, è stato come se si fosse accesa una lampadina, ricorda Vai. È risultato esattamente quello di cui avevo bisogno. Puoi portarlo ovunque, basta accenderlo e suonare. E soprattutto, suona in modo autentico, anche attraverso il suo piccolo altoparlante.»
Quattro preset rapidi: tutto ciò di cui aveva bisogno. La possibilità di caricare tracce, jam integrati, ingresso aux per le basi: tutto è al suo posto.
📱 E l'app?
«Funziona davvero. È proprio per questo che il dispositivo ha ottenuto tale popolarità: è facile da usare e comodo da portare con sé.»
L'app apre possibilità praticamente illimitate: amplificatori, casse, microfoni, effetti. C'è un'uscita cuffie per esercitarsi in silenzio. E la funzione AI Tone ha letteralmente sbalordito Vai: descrivi a parole il suono desiderato e il sistema sceglie autonomamente la catena appropriata.
🎨 Come è nata la versione Spark Mini Vai?
«Ho contattato Positive Grid, e abbiamo iniziato a lavorare alla versione signature che riflette il mio flusso di lavoro e la mia estetica.»
🏆 Perché questo amplificatore merita un posto tra i migliori?
«È autentico. È così ben accolto perché è semplice, mobile e risponde come un vero amplificatore. Se non lo avessi, probabilmente mi scalderei già senza amplificatore: con le scatolette tascabili ho chiuso. E gli altri amplificatori compatti semplicemente non offrono quel suono con cui posso vivere.»