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Joe Bonamassa: "Non c'è bisogno di disturbarli"

Traduzione automatica. Originale russo

Perché Joe Bonamassa suona a malapena le chitarre della sua leggendaria collezione: "Non c'è bisogno di disturbarli"

"Alcuni strumenti hanno ancora le corde originali"

Joe Bonamassa ha ammesso che la maggior parte delle chitarre della sua imponente collezione non viene praticamente utilizzata per suonare. Il motivo è semplice: molti di questi strumenti sono pezzi da museo e il celebre chitarrista blues-rock ritiene suo dovere conservarli nelle condizioni originali.

Collezionista di lunga data e con un atteggiamento quasi fanatico verso l'attrezzatura vintage, Bonamassa possiede così tante chitarre rare che si potrebbe allestire più di un museo. Il suo famoso deposito Nerdville, in effetti, funziona già come un museo: la maggior parte degli strumenti lì non è destinata all'uso quotidiano, ma alla conservazione della storia.

In una recente intervista per il podcast My Weekly Mixtape Joe ha spiegato la sua filosofia. Secondo le sue parole, una parte significativa delle circa 650 chitarre appartiene alla categoria museum-grade — si tratta di strumenti completamente originali, senza modifiche, in condizioni ideali, esattamente come hanno lasciato la fabbrica decenni fa. Alcuni esemplari sono così ben conservati da montare ancora le corde di fabbrica.

"Ci sono chitarre che non devono essere toccate, usurate o sottoposte a stress. Ma naturalmente ho anche quegli strumenti su cui suono davvero: chitarre da tour, chitarre da lavoro. E poi ci sono strumenti che non sono in condizioni perfette, ma che prendi in mano e capisci: questa è la magia. Suonano alla grande e sono fantastici da suonare", ha raccontato il musicista.

Sorge la logica domanda: perché possedere così tante chitarre se la maggior parte non viene utilizzata né sul palco né in studio? La risposta di Bonamassa è estremamente onesta: lui è prima di tutto un collezionista.

"Se sei un collezionista, punti ad acquisire l'esemplare più puro, il più originale. Sono proprio questi strumenti che nel tempo conservano e aumentano il loro valore. E se sei un musicista, non guideresti un'auto da corsa con gomme scadenti".

Secondo Joe, deve bilanciare due ruoli: quello di musicista e quello di collezionista. Non può limitarsi a dichiararsi collezionista e non suonare mai i suoi strumenti. Per questo motivo, parte delle sue chitarre viene manutenuta e adattata per un uso attivo: vengono sostituiti i tasti, viene effettuata la manutenzione tecnica affinché lo strumento sia pienamente pronto al lavoro.

Allo stesso tempo, Bonamassa sottolinea che un suono eccezionale e l'ispirazione non richiedono affatto il possesso dei rarissimi esemplari vintage.

"Un Peavey Classic 30 farà il suo lavoro senza problemi. Non deve per forza essere qualcosa di elitario".

Il musicista si definisce con autoironia il "re delle sottigliezze audiofile", ma cita subito un esempio emblematico:

"Ho visto Robben Ford suonare con amplificatori Fender Twin presi a noleggio e suona comunque come Robben Ford. Suonerai sempre come te stesso. L'ho sentito anche con un Dumble: sì, è magnifico. Ma anche con un normale amplificatore a noleggio suona in modo sbalorditivo. Perché lui è Robben Ford. È tutto qui il succo".

La storia di Joe Bonamassa è un ottimo promemoria del fatto che il vero valore di una chitarra non risiede solo nel suo prezzo o nella sua rarità, ma anche nella storia, nelle emozioni e nell'ispirazione che porta con sé.