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Sammy Hagar: «Senza Eddie Van Halen, i chitarristi avrebbero perso contro sintetizzatori e computer»

Traduzione automatica. Originale russo

Il leggendario cantante ha raccontato perché considera Eddie Van Halen non solo una rockstar, ma un genio musicale che ha cambiato il destino di tutta la musica per chitarra

Sammy Hagar ne è convinto: l'influenza Eddie Van Halen sul mondo della musica non può essere sopravvalutata. Secondo l'ex frontman Van Halen, è stato proprio Eddie a dare un nuovo futuro alla chitarra elettrica e a ispirare generazioni di musicisti a continuare a sviluppare lo strumento anche nell'era del rapido sviluppo delle tecnologie elettroniche.

La dichiarazione è arrivata alla vigilia di una nuova tappa del tour Best of All Worlds, in cui insieme a Sammy Hagar si esibiscono il celebre chitarrista Joe Satriani, il bassista Michael Anthony e il batterista Kenny Aronoff.

In un colloquio con Guitar Player, il cantante ha raccontato in dettaglio gli anni della collaborazione con Eddie Van Halen, oltre all'influenza che il leggendario musicista ha avuto sulla musica rock e su di lui personalmente.

«Mi è difficile immaginare dove sarebbero oggi i chitarristi senza Eddie, — dice Sammy Hagar. — È come se avesse svoltato bruscamente dal percorso abituale per partire verso lo spazio aperto. Prima di lui esistevano già grandi maestri: Jimmy Page, Jeff Beck, David Gilmour, Eric Clapton, Jimi Hendrix».

Continuando il pensiero, Hagar ha paragonato il contributo di Eddie alla rivoluzione che una volta fece Hendrix:

«Si può dire che Jimi Hendrix abbia anch'egli capovolto le idee sulla chitarra. Ha usato attivamente la leva del vibrato e ha mostrato possibilità completamente nuove dello strumento. Ma Eddie si è spinto ancora oltre. Ha sviluppato il lavoro con il sistema tremolo, ha popolarizzato la tecnica dell'hammer-on e ha portato il tapping a un nuovo livello».

Tuttavia, secondo il musicista, l'eredità principale di Eddie Van Halen non risiede solo nelle innovazioni tecniche.

«Non si tratta solo delle sue innovazioni. Era un musicista eccezionale. Un vero maestro. Si può dire che fosse una sorta di Beethoven del nostro tempo. Una persona così unica. Il suo posto è accanto ai più grandi compositori e innovatori nella storia della musica».

«Era un dio musicale, non solo un eroe della chitarra»

Secondo Hagar, il talento di Eddie Van Halen andava ben oltre il semplice suonare la chitarra.

«Molti lo chiamano un dio del rock. Personalmente lo considero un dio della musica, — spiega il cantante. — Quando oggi dei tastieristi entrano nel nostro gruppo e iniziano a studiare il brano Right Now o le sue altre parti di tastiera, letteralmente si mettono le mani nei capelli e dicono: "Accidenti, questo ragazzo suonava la tastiera in modo unico tanto quanto la chitarra!"»

Anche maestri riconosciuti come Joe Satrianicontinuano ad ammirare il pensiero musicale di Eddie.

«Quando Joe analizza le sue parti, si stupisce costantemente delle armonie e delle soluzioni di accordi. Dice: "Incredibile che accordi ci sono qui!"»

Hagar è convinto che l'influenza di Eddie si sia estesa ben oltre la scena rock.

«Mi è davvero difficile immaginare il mondo senza il contributo di Eddie. Forse i chitarristi sarebbero gradualmente passati in secondo piano, e il posto principale sarebbe stato occupato dagli strumenti elettronici. Ascolteremmo principalmente musica elettronica. Credo che Eddie abbia letteralmente salvato i chitarristi. Grazie a lui lo strumento ha potuto continuare a competere con sintetizzatori, tecnologie elettroniche e tutti questi sistemi di registrazione computerizzati».

Come il lavoro con Eddie ha cambiato Sammy Hagar stesso

Nell'intervista Sammy Hagar ha raccontato anche quanto la collaborazione con Eddie Van Halen abbia influenzato la sua creazione.

«Mi è sempre piaciuto lavorare con lui. Quando suonava Love Walks In al pianoforte, uscivano da me idee vocali e testi che non avrei mai inventato da solo. La sua musica mi ispirava in un modo molto speciale».

Secondo il cantante, il modo di comporre di Eddie apriva nuove possibilità per creare melodie e testi.

«La sua musica suggeriva frasi insolite, soluzioni ritmiche inaspettate e nuovi approcci vocali. Il processo stesso di scrivere canzoni insieme a lui era una vera avventura».

Un esempio particolarmente vivido per Hagar è la creazione del brano Black and Blue.

«Ricordo perfettamente come lavoravamo su Black and Blue. Era una delle combinazioni più insolite di parti di chitarra e ritmo vocale che abbia mai sentito. Senza Eddie, non avrei mai scritto una canzone del genere».

Perché le opere tarde di Eddie sono sottovalutate

Molti fan considerano il culmine della creazione di Eddie Van Halen i primi album di Van Halen, tuttavia Sammy Hagar ha un'opinione diversa.

«La maggior parte delle persone è convinta che le sue opere migliori appartengano al primo periodo. Ma non la penso così. È solo che proprio allora il pubblico lo sentì suonare per la prima volta».

Spiega che brani come Eruption, Spanish Fly e le celebri introduzioni strumentali dei primi album hanno fatto un'impressione fortissima grazie alla loro novità.

«Quando senti per la prima volta Eruption o Spanish Fly, sembra qualcosa di assolutamente incredibile. Ma erano le opere più complesse di Eddie? In realtà no. Erano lavori comparativamente semplici rispetto a quello che creava più tardi».

Come esempio Hagar cita il brano Can't Stop Loving You dall'album Balance del 1995.

«Quando ora eseguiamo questa canzone, Joe Satriani richiama costantemente l'attenzione sulla sua struttura. Dice: "Che opera musicale straordinaria! Qui praticamente ogni battuta è diversa dalla precedente. La musica evolve e cambia costantemente". E questo non lo dice un musicista alle prime armi, ma Joe Satriani stesso».

«Per me è stato un onore suonare accanto a Eddie»

Riassumendo i suoi ricordi, Sammy Hagar ha sottolineato che la collaborazione con Eddie Van Halen è diventata una delle tappe più importanti della sua carriera.

«Per me è stato un enorme onore suonare insieme a Eddie. Grazie a lui sono diventato un musicista migliore. Mi ha aiutato a diventare un miglior autore di canzoni e un miglior cantante».

Secondo Hagar, è proprio nella formazione Van Halen che ha potuto sfruttare appieno le sue possibilità.

«Senza alcun dubbio, le mie migliori prestazioni vocali sono state registrate proprio con Van Halen».